DEFINIZIONE DELLA DROGA 


Si definisce come droga qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, sia in grado di modificarne una o più funzioni (O.M.S.). Essa altera gli equilibri dei diversi, ma interconnessi, livelli su cui può rappresentarsi il nostro essere: il livello biologico, quello psicologico e quello sociale. Gli equilibri del primo livello sono quelli fisiologici. Le droghe interferiscono con i processi biochimici finalizzati al mantenimento delle condizioni normali dell’organismo, e soprattutto agiscono sui meccanismi delle funzioni cerebrali, modificando la trasmissione e l’elaborazione di impulsi delle cellule del sistema nervoso. Perturbando le funzioni di queste cellule, le droghe compromettono o addirittura annullano gli equilibri psicologici, e quindi la capacità di adattamento dell’individuo e le possibilità che esso ha di far fronte a situazioni di disagio intra-psichico, ambientale e interpersonale. La droga è, quindi, un veleno e l'effetto che essa produce dipende dalla quantità assunta. Molto spesso la droga viene assunta per fuggire, alterando il proprio stato percettivo, dalle sensazioni che una condizione fisica o mentale indesiderata produce. L’abuso di droghe rappresenta, di fatto, una problematica di enormi dimensioni nelle società cosiddette sviluppate e nei paesi dell’Unione Europea in modo particolare: è, quindi, una minaccia per l’intera società. Esso provoca un marcato deterioramento dello stato di salute e danni sociali.

EFFETTI E CLASSIFICAZIONE DELLE DROGHE

L’uso di sostanze stupefacenti sembra essere riconducibile a fattori di rischio sociali (amici, conflitti familiari, educazione, ecc.); l’abuso sembra maggiormente collegato a fattori di rischio biologici e psicologici (scarsa autostima, incapacità di fronteggiare stati emotivi negativi, ecc.)3.

L’utilizzo di sostanze stupefacenti è in grado di creare una serie di effetti schematizzabili come segue:

§        desiderio invincibile o bisogno di fare uso della sostanza o di procurarsela con ogni mezzo (abitudine);

§        tendenza ad aumentare le dosi (tolleranza);

§        dipendenza psichica, talora fisica, nei riguardi degli effetti della sostanza, con comparsa di sindromi d'astinenza al cessare dell'assunzione.

L’uso di una sostanza psicoattiva è la condizione necessaria per il passaggio all’abuso e alla tossicodipendenza, ma non è una condizione sufficiente. Si può definire2:

§        l’uso come la sperimentazione o il consumo irregolare di una sostanza;

§        l’abuso come l’uso abituale e regolare di una sostanza;

§        la dipendenza come l’uso compulsivo di una sostanza che induce a cambiamenti nell’organizzazione della vita, si associa allo sviluppo di tolleranza della sostanza e alla comparsa di astinenza dopo sospensione della sostanza.

La classificazione delle droghe distingue le sostanze psicoattive in tre gruppi principali:

§        sostanze che rallentano e deprimono l'attività del Sistema Nervoso Centrale (oppiacei, alcool etilico, solventi organici, barbiturici, ecc.);

§        droghe che esaltano l'attività cerebrale o psicoanalettici (caffeina, amfetamine, cocaina, ecc.);

§        sostanze che deformano e alterano l'attività cerebrale o psicodislettici (cannabis, LSD, psilocibina, mescalina, MDMA, MDA, TMA, MDEA, MBDB, PCP, ecc.).

La maggior parte degli effetti provocati dall'assunzione di droghe psicoattive dipende da una triade di fattori:

§        sostanza assunta (natura chimico-fisica, proprietà farmaco-tossicologiche, dose, via di assunzione, ecc.);

§        assuntore (storia, personalità, stato psico-fisico e aspettative dell'assuntore);

§        ambiente (ambiente sociale dove l'assuntore vive e lavora e dove avviene l'incontro tra la sostanza e l'assuntore).



principali effetti delle sostanze d’abuso a danno di organi e sistemi (elaborazione Dott. Paolo Berretta – Dipartimento del Farmaco – Istituto Superiore di Sanità).