DESCRIZIONE E CARATTERISTICHE DELLE DROGHE PIÙ COMUNI


Cannabinoidi: si tratta di sostanze psicoattive derivate dalla Canapa Indiana (Cannabis sativa). Vi sono tracce del loro utilizzo giù migliaia di anni or sono, soprattutto in India ed in Cina, ma anche i Greci e poi gli Arabi conoscevano le proprietà di queste sostanze. Attorno agli anni 60 l’utilizzo di cannabinoidi ha avuto un incremento prima negli Stati Uniti e successivamente in tutti gli altri paesi occidentali, soprattutto nella popolazione più giovane. Attualmente si calcola che nel mondo vi siano centinaia di milioni di persone che fanno uso di tali sostanze, che rappresentano le più utilizzate tra quelle psicoattive. Le due forme più comuni sono la marijuana, costituita da un miscuglio di parti essiccate e pressate della pianta, e l’hashish, un estratto resinoso ricavato dalle inflorescenze. La principale via di assunzione è rappresentata dall’inalazione, generalmente vengono miscelate a tabacco per poi essere fumate.

Pochi minuti dopo l’inalazione del fumo, il cuore dell’individuo comincia a battere più rapidamente, le vie bronchiali si rilassano e si dilatano, i vasi sanguigni negli occhi si espandono e diventano rossi. Il battito cardiaco aumenta da 20 a 50 battiti al minuto rispetto alla norma. La droga agisce sul sistema di gratificazione del cervello, nelle aree che rispondono agli stimoli della fame. Il THC attiva il sistema di ricompensa/premiazione (reward) nello stesso modo in cui lo fanno quasi tutte le sostanze d’abuso, stimolando il cervello a rilasciare dopamina. Chi utilizza marijuana può provare sensazioni piacevoli, i colori e i suoni possono sembrare più intensi, il tempo passare più lentamente. La bocca diventa asciutta e possono verificarsi improvvisamente molto forti di fame e sete. Quando l’euforia passa, l’utente può sentirsi sonnolento o depresso.

L’uso della droga danneggia l’abilità di una persona a memorizzare eventi e a spostare l’attenzione da una cosa all’altra. Diminuisce la coordinazione e l’equilibrio, legandosi ai recettori dei gangli basali nel cervelletto. Fenomeni di tolleranza sono descritti solo in consumatori cronici di alte dosi di cannabinoidi e non si riscontra dipendenza per l’assenza di crisi astinenziali collegate al mancato utilizzo4.

In persone che non abbiano sviluppato una certa tolleranza, o che ne abbiano assunte quantità molto elevate, si possono manifestare disturbi quali disforia, letargia, anedonia, attacchi di panico, allucinazioni e deliri.

Non sono ancora state raggiunte conclusioni certe riguardo la pericolosità per la salute generale, anche se si è evidenziata la comparsa di alterazioni della spermiogenesi e di metaplasia dell’epitelio bronchiale.

Cocaina: la cocaina è un alcaloide cristallino derivato dalle foglie di coca (Erythroxilon novogranatense). Viene utilizzata sotto diverse forme, tutte con proprietà psicoattive:

§        foglie di coca: in alcune nazioni, principalmente dell’America Latina, è consuetudine masticarle. Questa pratica non viene riconosciuta come causa di dipendenza;

§        pasta di coca: si tratta di un estratto secco delle foglie di coca che solitamente viene fumato. La presenza di contaminanti altamente tossici utilizzati nei processi estrattivi può causare gravi disturbi organici e mentali;

§        polvere di cocaina cloridrato: è la forma più comunemente utilizzata nei paesi occidentali, la cui via di somministrazione è l’inalazione per via nasale, anche se non è raro riscontrare la somministrazione per via endovenosa;

§        cocaina nella sua forma alcaloide: detta anche crack o rock. Si va sempre più diffondendo per la possibilità di essere fumata e per la rapidità della comparsa degli effetti psicoattivi.

La tossicità della cocaina, soprattutto per l’encefalo, è particolarmente accentuata; essa ha un’azione simpaticomimetica indiretta, facilitando la neurotrasmissione catecolaminergica con l’aumento del rilascio di nor-epinefrina e la riduzione della sua ricaptazione. L’uso cronico di cocaina può portare ad alterazioni sessuali, idee paranoiche, turbe della memoria e dell’attenzione.

L’intossicazione acuta, oltre a dare sintomi e segni immediati, può esitare in complicazioni cardiovascolari, respiratorie, psichiche e a livello del sistema nervoso centrale.

Se assunta in combinazione con l’alcol etilico, porta alla formazione di una nuova molecola, denominata cocaetilene, con alta tossicità a livello epatico e del sistema immunitario.

Allucinogeni: sono sostanze di abuso che provocano allucinazioni. Tra queste, quelle di utilizzo più frequente sono sostanze di sintesi chimica: l’LSD, che deriva dall’acido lisergico, e l’Ecstasy, che è un derivato anfetaminico. La via di assunzione primaria è per via orale. Generalmente si trovano in forma di pastiglie o di piccoli cartoncini (francobolli) da appoggiare sulla mucosa linguale. Il consumo di queste droghe di sintesi si è diffuso enormemente tra la popolazione più giovane e nelle discoteche, poiché uno degli effetti più immediati è rappresentato dalla resistenza alla fatica, da un aumento della reattività agli stimoli ed un effetto disinibitorio ed euforizzante.

Gli assuntori di LSD possono provare degli effetti fisiologici, quali l’aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, le vertigini, la perdita d’appetito, la sudorazione, la nausea, l’intirizzimento, i tremori. Le emozioni possono oscillare rapidamente dalla paura all’euforia, con delle transizioni così rapide che l’utente può avere la sensazione di provare molte emozioni simultaneamente. Le allucinazioni distorcono o trasformano le forme e i movimenti. Dosi eccessive o l’utilizzo prolungato possono causare l’insorgenza di Bad Trip (attacco di panico ed episodi psicotici transitori), ansia, depressione profonda, confusione, delirio e flash-back che persistono per mesi dopo l’interruzione dell’uso. L’intossicazione acuta può provocare diversi sintomi somatici, psichici, alterazioni della percezione e modificazioni del comportamento.

 

ECSTASY

AMFETAMINE

ALLUCINOGENI

Anoressia

Xerostomia

Tachicardia

Trisma

Insonnia

Bruxismo

Poichilotermia

Diaforesi

Scarsa concentrazione

Urgenza a urinare

Anoressia

Insonnia

Tachicardia

Trisma

Bruxismo

Xerostomia

Palpitazioni

Irritabilità

Urgenza a urinare

Tremori

Illusioni visive

Allucinazioni visive

Anoressia

Insonnia

Confusione

Scarsa concentrazione

Allucinazioni uditive

Ansia

Instabilità emotiva

Tachicardia

Fig. 9: confronto dei dieci più frequenti effetti collaterali causati da ecstasy, amfetamine e allucinogeni

Oppiacei: sono sostanze naturali o semisintetiche derivate dall’oppio, che è una sostanza gommosa che si ricava dalla capsula di una varietà particolare di papavero (Papaver somniferum). L’uso di tali droghe è attestato sin dai primi documenti scritti prodotti dall’uomo. Gli oppiacei più conosciuti sono la morfina e la codeina tra quelle naturali (utilizzate anche a livello farmacologico dato il loro potente effetto analgesico), l’eroina o diacetilmorfina tra quelle semisintetiche. Essi devono i loro effetti alla loro somiglianza strutturale con le endorfine che agiscono con un effetto analgesico ed inibitorio a livello dei centri del piacere cerebrali. Gli oppiacei presentano fenomeni di tolleranza, cioè la necessità di aumentare continuamente la dose per ottenere gli stessi effetti farmacologici, e fenomeni di dipendenza, caratterizzata dalla perdita di controllo sull’uso della sostanza e dalla insorgenza di crisi astinenziali in caso di mancata assunzione.Le complicanze generali associate all’abuso di eroina possono derivare sia da un avvelenamento acuto (overdose) che dal consumo abituale. L’avvelenamento acuto è caratterizzato dalla comparsa di

miosi pupillare puntiforme, tachicardia, ipotensione, depressione respiratoria, fino al coma. La mortalità è conseguenza di arresto respiratorio o edema cerebrale o polmonare acuto. Le complicanze in seguito ad assunzione abituale possono essere a carico del sistema nervoso, oculare, cardiovascolare, polmonare, gastrointestinale, urinario, dermatologico, muscoloscheletrico, endocrino, ematologico ed immunitario.