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PATOLOGIE INFETTIVE SISTEMICHE
È ormai acclarato che gravi patologie infettive
croniche a trasmissione parenterale, sessuale e aerogena presentano un
elevatissimo grado di associazione con la tossicodipendenza. Rispetto
alla popolazione generale, la prevalenza di tali patologie è davvero
impressionante:
La patologia del cavo orale nei pazienti
tossicodipendenti e affetti da queste suddette malattie è amplificata
sia dalla depressione dell’immunità cellulare che dalle altre condizioni
patologiche specifiche della malattia stessa.
L’AIDS, o sindrome da immunodeficienza acquisita, definisce la
sindrome in cui si riscontra un insieme di manifestazioni dovute alla
deplezione di linfociti T. In queste manifestazioni sono comprese
infezioni da microrganismi rari o non patogeni ed insorgenza di tumori.
Ciò che l’infezione del virus HIV provoca è la comparsa di uno stato
infiammatorio cronico che si risolve in un deficit funzionale e
quantitativo del sistema immunitario, che nel tempo può portare a
progressivo esaurimento e deplezione cellulare.
Per spiegare l’elevata prevalenza di patologie del
cavo orale nei pazienti con HIV, devono essere considerate alcune
caratteristiche specifiche delle mucose, che ne spiegano la particolare
fragilità. Le mucose, a differenza della cute, sono sprovviste di
barriera idrolipidica e dello stato corneo, difesa naturale alla
penetrazione di agenti infettivi. Inoltre, l’infezione da HIV può
causare alterazioni della saliva e del sistema immunitario associato
alle mucose, costituito essenzialmente dalle cellule di Langherans,
deputate alla fagocitosi di agenti batterici e neoplastici. La
prevalenza, il tipo e la gravità delle lesioni stomatologiche risultano
correlate al grado di immunodepressione (nell’insieme, presenti nel 50%
dei pazienti.
Fig. 15: Lesioni orali HIV correlate
Il ruolo di patologia sentinella delle manifestazioni orali come primi
segni dell’infezione da HIV per una diagnosi precoce non ha significato
con le attuali tecniche di screening sierologico, considerando che la
comparsa delle prime infezioni orali avviene 8-10 anni dopo il contagio,
nella fase di passaggio tra infezione asintomatica e sintomatica. E’
comunque fondamentale il valore prognostico di progressione della
infezione da HIV verso AIDS sostenuto dalla comparsa di alcune lesioni
(estensione e stato clinico) statisticamente correlate alla gravità del
disordine immunologico.
La comparsa di una Candidosi eritematosa avviene generalmente con CD4+
inferiore a 400/mm3; successivamente incrementa la prevalenza della
forma pseudomembranosa; forme gravi o ricorrenti rappresentano un segno
prognostico sfavorevole preludendo l’insorgenza di patologia neoplastica
o infettiva. Negli stadi terminali
Le infezioni da Herpes Simplex si presentano con lesioni a grappolo
recidivanti nei casi meno gravi di deficienza immunologia; con aspetto
necrotico ulcerativo a estensione centrifuga ed evoluzione cronica nei
casi di immunodepressione avanzata.
L’Herpes Zoster si presenta in forma zonale
eritemato vescicolosa nei casi di immunodepressione lieve ed assume, nei
quadri avanzati, forme ulcero necrotiche, varicellose o multicentriche.
La presenza di lesioni orali papulo nodulari del
sarcoma di Kaposi è una lesione diagnostica di AIDS e presenta una
cattiva prognosi di sopravvivenza36. Nei pazienti HIV
positivi, carie multiple, fenomeni asessuali e patologia associata
possono rappresentare foci infettivi responsabili di complicanze quali
ad esempio endocardite batterica, infezioni locali e metastatiche
disseminate.
Diversi virus possono determinare l’insorgenza di
epatiti acute e croniche: virus A (HAV), virus B (HBV), virus C (HCV),
virus delta (HDV), virus E (HEV), virus F (HFV), virus G (HGV),
Citomegalovirus, Epstein Barr Virus, Herpes Virus.
Il virus della epatite B rappresenta un rilevante problema odontoiatrico
a causa delle sue caratteristiche di contagiosità e di resistenza. Si
stima ogni anno in Italia una incidenza di 50.000-200.000 nuovi casi e
le terapie odontoiatriche sarebbero responsabili del 10% dei casi. I
tossicomani per via endovenosa rappresentano il maggior serbatoio di
infezione (70-80% dei casi) e di portatori cronici (30%). Il virus
presenta un’elevata resistenza ai disinfettanti; può sopravvivere a
lungo a temperatura ambiente; presenta una elevata concentrazione
ematica (10(6)-10(9)/ml) e salivare (10(2)-10(7)/ml); è trasmissibile
con quantità infinitesimali di sangue (0,0001 ml). Il contagio avviene
per via parenterale attraverso l’inoculo di liquidi biologici infetti
(sangue, saliva, sperma, muco vaginale) ed attraverso il latte materno.
Anche per l’epatite C, la cui fonte di contagio è
l’uomo malato o portatore attraverso trasmissione parenterale, nella
popolazione tossicodipendente si raggiunge prevalenza dell’80% di
positività.
Il Mycobacterium Tubercolosis è eccezionalmente
resistente alla disidratazione (200 giorni), la via di trasmissione
diretta più importante è l’aerogena. L’aumento dell’incidenza di tale
malattia in Italia dalla fine degli anni 80 appare correlato ai flussi
migratori dai paesi in via di sviluppo, ma anche con l’aumento del
numero dei pazienti con infezione da HIV. Il 10% dei malati di AIDS si
ammala di tubercolosi e di micobatteriosi e che il 70% dei malati di
tubercolosi risulta HIV positivo.
La malattia venerea della sifilide è causata dal
Treponema Pallidum ed il contagio avviene per via sessuale attraverso il
contatto con lesioni infette. Tale infezione è correlata alla infezione
da HIV sia per la maggiore incidenza di malattie a trasmissione sessuale
nei gruppi a rischio per infezione HIV in relazione allo stile di vita;
sia per il più rapido decorso della malattia in seguito alla
immunodepressione nei soggetti sieropositivi.
La prevalenza nei tossicodipendenti è del 2-3% con un rapporto di 2:1
nelle femmine probabilmente a causa della prostituzione e della tendenza
ad avere rapporti non protetti per ottenere droga o denaro. |
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