PATOLOGIE INFETTIVE SISTEMICHE


È ormai acclarato che gravi patologie infettive croniche a trasmissione parenterale, sessuale e aerogena presentano un elevatissimo grado di associazione con la tossicodipendenza. Rispetto alla popolazione generale, la prevalenza di tali patologie è davvero impressionante:

 

Patologie infettive

% popolazione generale

% tossicodipendenti (per via endovenosa)

Infezioni da HIV

0,1 – 0,3

20 – 30

Epatite da HBV

0,5 – 1,2

30 – 50

Epatite da HCV

0,7 – 1,4

50 – 70

Tubercolosi

0,007

10 AIDS*

Sifilide

0,0008

2 – 3

* il 10% dei portatori di AIDS presenta infezione tubercolare

 

La patologia del cavo orale nei pazienti tossicodipendenti e affetti da queste suddette malattie è amplificata sia dalla depressione dell’immunità cellulare che dalle altre condizioni patologiche specifiche della malattia stessa.

L’AIDS, o sindrome da immunodeficienza acquisita, definisce la sindrome in cui si riscontra un insieme di manifestazioni dovute alla deplezione di linfociti T. In queste manifestazioni sono comprese infezioni da microrganismi rari o non patogeni ed insorgenza di tumori. Ciò che l’infezione del virus HIV provoca è la comparsa di uno stato infiammatorio cronico che si risolve in un deficit funzionale e quantitativo del sistema immunitario, che nel tempo può portare a progressivo esaurimento e deplezione cellulare.

Per spiegare l’elevata prevalenza di patologie del cavo orale nei pazienti con HIV, devono essere considerate alcune caratteristiche specifiche delle mucose, che ne spiegano la particolare fragilità. Le mucose, a differenza della cute, sono sprovviste di barriera idrolipidica e dello stato corneo, difesa naturale alla penetrazione di agenti infettivi. Inoltre, l’infezione da HIV può causare alterazioni della saliva e del sistema immunitario associato alle mucose, costituito essenzialmente dalle cellule di Langherans, deputate alla fagocitosi di agenti batterici e neoplastici. La prevalenza, il tipo e la gravità delle lesioni stomatologiche risultano correlate al grado di immunodepressione (nell’insieme, presenti nel 50% dei pazienti.

 

LESIONI ORALI HIV CORRELATE

§         Infezioni micotiche (Candida, Cryptococco, Aspergillosi)

  • Infezioni virali (Epstein Barr, Herpes Simplex, Varicella Zoster, Papillomavirus, Poxvirus, Cytomegalovirus)
  • Infezioni batteriche (parodontopatie, Mycobacterium Tubercolosis, Treponema Pallidum, Neisseria Gonorroeae, Klebsiella, Escherichia Coli)
  • Neoplasie (Sarcoma di Kaposi, Linfomi non Hodgkin, Carcinoma Squamocellulare, Linfomi di Hodgkin)
  • Eziologia criptogenetica (stomatite aftosa ricorrente, porpora idiomatica, xerostomia, malattie delle ghiandole salivari)

Fig. 15: Lesioni orali HIV correlate

Il ruolo di patologia sentinella delle manifestazioni orali come primi segni dell’infezione da HIV per una diagnosi precoce non ha significato con le attuali tecniche di screening sierologico, considerando che la comparsa delle prime infezioni orali avviene 8-10 anni dopo il contagio, nella fase di passaggio tra infezione asintomatica e sintomatica. E’ comunque fondamentale il valore prognostico di progressione della infezione da HIV verso AIDS sostenuto dalla comparsa di alcune lesioni (estensione e stato clinico) statisticamente correlate alla gravità del disordine immunologico.

La comparsa di una Candidosi eritematosa avviene generalmente con CD4+ inferiore a 400/mm3; successivamente incrementa la prevalenza della forma pseudomembranosa; forme gravi o ricorrenti rappresentano un segno prognostico sfavorevole preludendo l’insorgenza di patologia neoplastica o infettiva. Negli stadi terminali la Candidosi si presenta diffusa e profondamente adesa ai tessuti.

La Hairy Leukoplakia presenta una gravità intermedia e segnala una grave immunodepressione che evolverà in AIDS in 1-1.5 anni.

Le infezioni da Herpes Simplex si presentano con lesioni a grappolo recidivanti nei casi meno gravi di deficienza immunologia; con aspetto necrotico ulcerativo a estensione centrifuga ed evoluzione cronica nei casi di immunodepressione avanzata.

L’Herpes Zoster si presenta in forma zonale eritemato vescicolosa nei casi di immunodepressione lieve ed assume, nei quadri avanzati, forme ulcero necrotiche, varicellose o multicentriche.

La presenza di lesioni orali papulo nodulari del sarcoma di Kaposi è una lesione diagnostica di AIDS e presenta una cattiva prognosi di sopravvivenza36. Nei pazienti HIV positivi, carie multiple, fenomeni asessuali e patologia associata possono rappresentare foci infettivi responsabili di complicanze quali ad esempio endocardite batterica, infezioni locali e metastatiche disseminate.

Diversi virus possono determinare l’insorgenza di epatiti acute e croniche: virus A (HAV), virus B (HBV), virus C (HCV), virus delta (HDV), virus E (HEV), virus F (HFV), virus G (HGV), Citomegalovirus, Epstein Barr Virus, Herpes Virus.

Il virus della epatite B rappresenta un rilevante problema odontoiatrico a causa delle sue caratteristiche di contagiosità e di resistenza. Si stima ogni anno in Italia una incidenza di 50.000-200.000 nuovi casi e le terapie odontoiatriche sarebbero responsabili del 10% dei casi. I tossicomani per via endovenosa rappresentano il maggior serbatoio di infezione (70-80% dei casi) e di portatori cronici (30%). Il virus presenta un’elevata resistenza ai disinfettanti; può sopravvivere a lungo a temperatura ambiente; presenta una elevata concentrazione ematica (10(6)-10(9)/ml) e salivare (10(2)-10(7)/ml); è trasmissibile con quantità infinitesimali di sangue (0,0001 ml). Il contagio avviene per via parenterale attraverso l’inoculo di liquidi biologici infetti (sangue, saliva, sperma, muco vaginale) ed attraverso il latte materno.

Anche per l’epatite C, la cui fonte di contagio è l’uomo malato o portatore attraverso trasmissione parenterale, nella popolazione tossicodipendente si raggiunge prevalenza dell’80% di positività.

Il Mycobacterium Tubercolosis è eccezionalmente resistente alla disidratazione (200 giorni), la via di trasmissione diretta più importante è l’aerogena. L’aumento dell’incidenza di tale malattia in Italia dalla fine degli anni 80 appare correlato ai flussi migratori dai paesi in via di sviluppo, ma anche con l’aumento del numero dei pazienti con infezione da HIV. Il 10% dei malati di AIDS si ammala di tubercolosi e di micobatteriosi e che il 70% dei malati di tubercolosi risulta HIV positivo.

La malattia venerea della sifilide è causata dal Treponema Pallidum ed il contagio avviene per via sessuale attraverso il contatto con lesioni infette. Tale infezione è correlata alla infezione da HIV sia per la maggiore incidenza di malattie a trasmissione sessuale nei gruppi a rischio per infezione HIV in relazione allo stile di vita; sia per il più rapido decorso della malattia in seguito alla immunodepressione nei soggetti sieropositivi.

La prevalenza nei tossicodipendenti è del 2-3% con un rapporto di 2:1 nelle femmine probabilmente a causa della prostituzione e della tendenza ad avere rapporti non protetti per ottenere droga o denaro.